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  sabato 31 luglio 2010  

 

News
Marzo 2009

Nasce DM4grow, partnership tra DM System e COACH3 per lo sviluppo e l'erogazione di progetti di coaching e formazione.

 
Febbraio 2009

Il network COACH3 è iscritto all'Associazione Imprenditori Nord Milano

 
HIGHPERFORMANCE Sport Riduci

Un atleta... un campione !!!

 


COME MASSIMIZZARE LE PRESTAZIONI SPORTIVE
ATTRAVERSO
L’ALLENAMENTO MENTALE
ED IL RI-EQUILIBRIO FISICO / EMOZIONALE

 

Per informazioni:    highperformance@coach3.it

 

I “perché” dell’intervento

Ogni sportivo, a qualsiasi livello e capacità proprie, si trova ad un certo punto, a dover superare un problema importante.
Potrebbe trattarsi del recupero in seguito a lesioni o incidenti, di una perdita della forma fisica, della necessità di affrontare un problema personale, di un semplice calo della motivazione oppure ancora di un periodo di forte stress.
Spesso, qualunque sia la causa, non è difficile notare una qualche interazione tra “problemi” a livello fisico e, per così dire, di approccio mentale o di tipo emozionale.
Talvolta, è possibile che una comune lesione, che non guarisce come si vorrebbe, crei un ostacolo anche dal punto di vista mentale. In altre occasioni, la fretta e la voglia di tornare all’agonismo, porta a riprendere tale attività prima del dovuto…
In altre occasioni ancora, può esserci un “blocco mentale” dovuto alla paura che si ripeta l’incidente che ha procurato dolore, sia quello fisico che quello dovuto all’inattività e, magari, al vedersi “superato” da un collega.
L’aspettativa che si crea poi, sia intorno all’atleta che dentro l’atleta stesso, rischia di creare un vortice da cui diventa piuttosto complicato uscire.
Un opportuno intervento ed un’opportuna educazione all’equilibrio fisico permettono di tornare a certi livelli e superarli, di eseguire gesti atletici ben supportati da una corretta postura.
Un opportuno intervento ed un’opportuna educazione all’equilibrio emozionale e all'allenamento mentale permettono di ottenere e mantenere quella che si definisce la performance eccellente, ben supportata dalla motivazione e dalla capacità di richiamare al momento opportuno ciò che si è acquisito con il tempo ed il sacrificio, con l’allenamento, le lezioni apprese nelle sconfitte, la gioia e l’autostima racchiuse nel ricordo indelebile delle vittorie.


Ciclo dell’intervento

L’intervento si apre, in genere, con la definizione degli obiettivi dell’atleta, attraverso la corretta valutazione degli attuali aspetti negativi e, soprattutto, positivi della realtà corrente.
Si tratta di sessioni di coaching utili trovare le giuste “misure” nel mettere a fuoco gli obiettivi dichiarati, dopo aver appreso in maniera diretta, chiara ed autonoma i passi necessari per ottenere il cambiamento desiderato.
Questo primo importante passo avrà come risultato, a favore dell’atleta, la consapevolezza di ciò che serve, oltre che la consapevolezza di ciò che ha già, e da cui può partire.
Inoltre, non è da sottovalutare un maggior senso di responsabilità di fronte all’obiettivo ed al suo raggiungimento.
La seconda fase prevede uno specifico trattamento, dopo una accurata valutazione dell’equilibrio posturale.
In un arco temporale che va, in genere, dalle 5 alle 10 sedute (solitamente una ogni settimana), l’atleta otterrà dei risultati sorprendenti e, senza attendere il termine dell’intero ciclo di trattamento, potrà rapidamente riconoscere i progressi.
È proprio in questo momento, caratterizzato da un forte aumento della propria autostima, che si tende ad inserire un nuovo ciclo di sessioni di coaching, al fine di proporre ed insegnare all’atleta le tecniche di motivazione a lui più funzionali.
Il supporto emozionale e l'allenamento mentale porterà l’atleta, grazie anche all’ottimo equilibrio fisico raggiunto, a migliorare al massimo le proprie abilità, anche quelle finora inespresse, scalando le vette della performance eccellente e trovando quindi una continuità dello stesso grado di performance.
A fronte di questa nuova realtà acquisita, o ritrovata, l'atleta è pronto e disponibile per essere “educato”, cioè sensibilizzato, ad una auto-valutazione del proprio equilibrio posturale ed al riconoscimento di quelle correzioni che il proprio fisico mette in opera al generalmente al di fuori della propria consapevolezza.
L’intero ciclo, che non è fisso ma si può progettare in base alle esigenze dell’atleta e della società, è caratterizzato dall’educazione dello sportivo al raggiungimento dei propri obiettivi di equilibrio fisico e mentale/motivazionale, diventando parte attiva in tutto il processo di cambiamento.
Tutto ciò può arricchire atleta e società sportiva e può portare alla definizione di nuovi, naturali, importanti ed entusiasmanti obiettivi.


Modalità dell’intervento

Benché sia possibile un approccio dedicato all’eventuale team, l’intervento che proponiamo è stato studiato per un rapporto “a tu per tu” con il singolo atleta.
La consulenza può avvenire senza dubbio in piena collaborazione con gli specialisti e  lo staff tecnico della Società.
La promessa è quella di dedicare tutto il tempo necessario alla valutazione, al trattamento ed all’educazione dell’equi-librio fisico ed emozionale, nonché all'allenamento mentale.
L’approccio è orientato alla funzione e l’intenzione è quella di operare con un elevato grado di interattività con la Società, lo staff tecnico e medico, e sopratutto con l’atleta, in modo da renderlo consapevole e responsabile del cambiamento e parte attiva nella fase di educazione, supportandolo nelle scelte degli obiettivi e delle azioni per il loro raggiungimento.



Strumenti: (1) il Personal Coaching

Il coaching non è niente di magico, è invece un metodo di affrontare certe situazioni lavorando su due semplici ma efficaci concetti: responsabilità e consapevolezza, in cui l’attore principale è, nel caso specifico, l'atleta.
Responsabilità, che l’atleta stesso assumerà nei confronti di sé, degli altri e dei suoi obiettivi.
Consapevolezza, delle proprie abilità (acquisite e da acquisire) e delle proprie capacità di raggiungere gli obiettivi prefissati.
Il coaching significa, secondo John Whitmore, “… aiutarti a liberare le tue potenzialità, ad apprendere, piuttosto che farti vivere i limiti, anche quelli che non sono tuoi, nel tentativo di impartirti le solite lezioni…”.
Significa, quindi, colmare il “gap esistente tra dove siamo e dove vorremmo essere“, sempre a patto di rendere chiaro e definito il “dove siamo” e il “dove vorremmo essere” e, di conseguenza, dopo aver stabilito esattamente un programma d’azione e trovata una reale e costante motivazione, dove per motivazione si intende “motivo all’azione“.
Siamo consapevoli che il termine coach può venire frainteso in un ambito sportivo dove, generalmente, coach significa allenatore.
La nostra intenzione non è certo quella di sostituirci a questa figura, bensì quella di affiancare e supportare l'allenatore, il maestro, l'istruttore, il mister, lo staff tecnico nel trovare e sviluppare il talento dei suoi atleti, nel creare la sua squadra e, perchè no?, nel raggiungere qualsiasi altro obiettivo fissato da lui stesso o dalla sua Società.



Strumenti: (2) Tecniche di ri-equilibrio posturale

La posturologia è lo studio dell’equilibrio statico e dinamico della persona.
Per mantenere una postura corretta l’atleta deve mantenersi, quindi, in equilibrio.
Il concetto di equilibrio si può estendere all’infinito, ma in questa scienza è in relazione alla possibilità di muoversi e rimanere fermi senza cadere.
Il corpo si avvale di sistemi di controllo sensoriale che, colloquiando continuamente con il sistema nervoso centrale, modificano la nostra forma adattandola agli usi più comuni.
Tutto questo avviene al di fuori della coscienza e quindi del nostro controllo in modo da essere più efficienti ed immediati nella risposta a stimoli derivanti dall’ambiente.
Se, a causa di un trauma, uno o più recettori sensoriali si alterano, allora il corpo si deforma per mantenere comunque un equilibrio.
Quando la situazione diviene ingestibile,  compaiono fastidi e dolori anche in zone distanti dalla causa reale.
I punti dove il corpo scarica maggiormente la pressione causata dalla forza di gravità sono la schiena e i piedi.
l recettori sensoriali, finora più conosciuti, sono: gli occhi, i piedi, le orecchie, la pelle, la bocca.
Attualmente la posturologia non è una branca della medicina anche se lezioni di questo argomento fanno sempre più la comparsa in università o scuole di specializzazione in arti sanitarie.
L’intervento che proponiamo si basa su una serie specifica di tecniche precise ed esercizi funzionali, che permettono all’atleta di ottenere, e mantenere, il giusto equilibrio fisico.




Strumenti: (3) la P.N.L. - allenamento mentale

La P.N.L. (= Programmazione Neuro-linguistica) secondo Beppe Signori, ex attaccante del Bologna Calcio e della Nazionale, tre volte capocannoniere di serie A e vice-campione del mondo, “è un metodo pratico ed  immediato per trovare la forma mentale in modo veloce.”
Da quando l’ha conosciuta, prosegue, “ho imparato ad usare ancor meglio il mio potenziale di giocatore. Penso che la PNL sia un valido riferimento per tutti coloro che vogliono lavorare  seriamente sulla propria preparazione psicologica, men-tale, motivazionale ed emozionale“.
Beppe Signori non è stato (e non è) certamente l’unico, tra gli sportivi ed anche i non sportivi, a  credere che allenamento e spirito di sacrificio siano sicuramente importanti, ma “non bastano se non supportati dal sapere come gestire emozionalmente i momenti decisivi”.
Quello che noi proponiamo è di insegnare all’atleta le tecniche che possono essere utili per rilassarsi, prepararsi mentalmente, caricarsi e sviluppare la necessaria sicurezza in sé stesso, creare il giusto approccio al successo e le strategie personali, sviluppare obiettivi positivi ed un  chiaro “focus”, conseguire livelli costanti di motivazione, gestire lo stress ed affrontare le difficoltà.

 

 

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